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 PARADISO CANTO 12

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MessaggioTitolo: PARADISO CANTO 12   Dom Feb 08, 2009 1:33 am

12. 1 Sì tosto come l'ultima parola
12. 2 la benedetta fiamma per dir tolse,
12. 3 a rotar cominciò la santa mola;

12. 4 e nel suo giro tutta non si volse
12. 5 prima ch'un'altra di cerchio la chiuse,
12. 6 e moto a moto e canto a canto colse;

12. 7 canto che tanto vince nostre muse,
12. 8 nostre serene in quelle dolci tube,
12. 9 quanto primo splendor quel ch'e' refuse.

12. 10 Come si volgon per tenera nube
12. 11 due archi paralelli e concolori,
12. 12 quando Iunone a sua ancella iube,

12. 13 nascendo di quel d'entro quel di fori,
12. 14 a guisa del parlar di quella vaga
12. 15 ch'amor consunse come sol vapori;

12. 16 e fanno qui la gente esser presaga,
12. 17 per lo patto che Dio con Noè puose,
12. 18 del mondo che già mai più non s'allaga:

12. 19 così di quelle sempiterne rose
12. 20 volgiensi circa noi le due ghirlande,
12. 21 e sì l'estrema a l'intima rispuose.

12. 22 Poi che 'l tripudio e l'altra festa grande,
12. 23 sì del cantare e sì del fiammeggiarsi
12. 24 luce con luce gaudiose e blande,

12. 25 insieme a punto e a voler quetarsi,
12. 26 pur come li occhi ch'al piacer che i move
12. 27 conviene insieme chiudere e levarsi;

12. 28 del cor de l'una de le luci nove
12. 29 si mosse voce, che l'ago a la stella
12. 30 parer mi fece in volgermi al suo dove;

12. 31 e cominciò: «L'amor che mi fa bella
12. 32 mi tragge a ragionar de l'altro duca
12. 33 per cui del mio sì ben ci si favella.

12. 34 Degno è che, dov'è l'un, l'altro s'induca:
12. 35 sì che, com'elli ad una militaro,
12. 36 così la gloria loro insieme luca.

12. 37 L'essercito di Cristo, che sì caro
12. 38 costò a riarmar, dietro a la 'nsegna
12. 39 si movea tardo, sospeccioso e raro,

12. 40 quando lo 'mperador che sempre regna
12. 41 provide a la milizia, ch'era in forse,
12. 42 per sola grazia, non per esser degna;

12. 43 e, come è detto, a sua sposa soccorse
12. 44 con due campioni, al cui fare, al cui dire
12. 45 lo popol disviato si raccorse.

12. 46 In quella parte ove surge ad aprire
12. 47 Zefiro dolce le novelle fronde
12. 48 di che si vede Europa rivestire,

12. 49 non molto lungi al percuoter de l'onde
12. 50 dietro a le quali, per la lunga foga,
12. 51 lo sol talvolta ad ogne uom si nasconde,

12. 52 siede la fortunata Calaroga
12. 53 sotto la protezion del grande scudo
12. 54 in che soggiace il leone e soggioga:

12. 55 dentro vi nacque l'amoroso drudo
12. 56 de la fede cristiana, il santo atleta
12. 57 benigno a' suoi e a' nemici crudo;

12. 58 e come fu creata, fu repleta
12. 59 sì la sua mente di viva vertute,
12. 60 che, ne la madre, lei fece profeta.

12. 61 Poi che le sponsalizie fuor compiute
12. 62 al sacro fonte intra lui e la Fede,
12. 63 u' si dotar di mutua salute,

12. 64 la donna che per lui l'assenso diede,
12. 65 vide nel sonno il mirabile frutto
12. 66 ch'uscir dovea di lui e de le rede;

12. 67 e perché fosse qual era in costrutto,
12. 68 quinci si mosse spirito a nomarlo
12. 69 del possessivo di cui era tutto.

12. 70 Domenico fu detto; e io ne parlo
12. 71 sì come de l'agricola che Cristo
12. 72 elesse a l'orto suo per aiutarlo.

12. 73 Ben parve messo e famigliar di Cristo:
12. 74 che 'l primo amor che 'n lui fu manifesto,
12. 75 fu al primo consiglio che diè Cristo.

12. 76 Spesse fiate fu tacito e desto
12. 77 trovato in terra da la sua nutrice,
12. 78 come dicesse: "Io son venuto a questo".

12. 79 Oh padre suo veramente Felice!
12. 80 oh madre sua veramente Giovanna,
12. 81 se, interpretata, val come si dice!

12. 82 Non per lo mondo, per cui mo s'affanna
12. 83 di retro ad Ostiense e a Taddeo,
12. 84 ma per amor de la verace manna

12. 85 in picciol tempo gran dottor si feo;
12. 86 tal che si mise a circuir la vigna
12. 87 che tosto imbianca, se 'l vignaio è reo.

12. 88 E a la sedia che fu già benigna
12. 89 più a' poveri giusti, non per lei,
12. 90 ma per colui che siede, che traligna,

12. 91 non dispensare o due o tre per sei,
12. 92 non la fortuna di prima vacante,
12. 93 non *decimas, quae sunt pauperum Dei*,

12. 94 addimandò, ma contro al mondo errante
12. 95 licenza di combatter per lo seme
12. 96 del qual ti fascian ventiquattro piante.

12. 97 Poi, con dottrina e con volere insieme,
12. 98 con l'officio appostolico si mosse
12. 99 quasi torrente ch'alta vena preme;

12.100 e ne li sterpi eretici percosse
12.101 l'impeto suo, più vivamente quivi
12.102 dove le resistenze eran più grosse.

12.103 Di lui si fecer poi diversi rivi
12.104 onde l'orto catolico si riga,
12.105 sì che i suoi arbuscelli stan più vivi.

12.106 Se tal fu l'una rota de la biga
12.107 in che la Santa Chiesa si difese
12.108 e vinse in campo la sua civil briga,

12.109 ben ti dovrebbe assai esser palese
12.110 l'eccellenza de l'altra, di cui Tomma
12.111 dinanzi al mio venir fu sì cortese.

12.112 Ma l'orbita che fé la parte somma
12.113 di sua circunferenza, è derelitta,
12.114 sì ch'è la muffa dov'era la gromma.

12.115 La sua famiglia, che si mosse dritta
12.116 coi piedi a le sue orme, è tanto volta,
12.117 che quel dinanzi a quel di retro gitta;

12.118 e tosto si vedrà de la ricolta
12.119 de la mala coltura, quando il loglio
12.120 si lagnerà che l'arca li sia tolta.

12.121 Ben dico, chi cercasse a foglio a foglio
12.122 nostro volume, ancor troveria carta
12.123 u' leggerebbe "I' mi son quel ch'i' soglio";

12.124 ma non fia da Casal né d'Acquasparta,
12.125 là onde vegnon tali a la scrittura,
12.126 ch'uno la fugge e altro la coarta.

12.127 Io son la vita di Bonaventura
12.128 da Bagnoregio, che ne' grandi offici
12.129 sempre pospuosi la sinistra cura.

12.130 Illuminato e Augustin son quici,
12.131 che fuor de' primi scalzi poverelli
12.132 che nel capestro a Dio si fero amici.

12.133 Ugo da San Vittore è qui con elli,
12.134 e Pietro Mangiadore e Pietro Spano,
12.135 lo qual giù luce in dodici libelli;

12.136 Natàn profeta e 'l metropolitano
12.137 Crisostomo e Anselmo e quel Donato
12.138 ch'a la prim'arte degnò porre mano.

12.139 Rabano è qui, e lucemi dallato
12.140 il calavrese abate Giovacchino,
12.141 di spirito profetico dotato.

12.142 Ad inveggiar cotanto paladino
12.143 mi mosse l'infiammata cortesia
12.144 di fra Tommaso e 'l discreto latino;
12.145 e mosse meco questa compagnia».
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