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 PARADISO CANTO 27

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MessaggioTitolo: PARADISO CANTO 27   Dom Feb 08, 2009 1:24 am

27. 1 "Al Padre, al Figlio, a lo Spirito Santo",
27. 2 cominciò, "gloria!", tutto 'l paradiso,
27. 3 sì che m'inebriava il dolce canto.

27. 4 Ciò ch'io vedeva mi sembiava un riso
27. 5 de l'universo; per che mia ebbrezza
27. 6 intrava per l'udire e per lo viso.

27. 7 Oh gioia! oh ineffabile allegrezza!
27. 8 oh vita intègra d'amore e di pace!
27. 9 oh sanza brama sicura ricchezza!

27. 10 Dinanzi a li occhi miei le quattro face
27. 11 stavano accese, e quella che pria venne
27. 12 incominciò a farsi più vivace,

27. 13 e tal ne la sembianza sua divenne,
27. 14 qual diverrebbe Iove, s'elli e Marte
27. 15 fossero augelli e cambiassersi penne.

27. 16 La provedenza, che quivi comparte
27. 17 vice e officio, nel beato coro
27. 18 silenzio posto avea da ogne parte,

27. 19 quand'io udi': «Se io mi trascoloro,
27. 20 non ti maravigliar, ché, dicend'io,
27. 21 vedrai trascolorar tutti costoro.

27. 22 Quelli ch'usurpa in terra il luogo mio,
27. 23 il luogo mio, il luogo mio, che vaca
27. 24 ne la presenza del Figliuol di Dio,

27. 25 fatt'ha del cimitero mio cloaca
27. 26 del sangue e de la puzza; onde 'l perverso
27. 27 che cadde di qua sù, là giù si placa».

27. 28 Di quel color che per lo sole avverso
27. 29 nube dipigne da sera e da mane,
27. 30 vid'io allora tutto 'l ciel cosperso.

27. 31 E come donna onesta che permane
27. 32 di sé sicura, e per l'altrui fallanza,
27. 33 pur ascoltando, timida si fane,

27. 34 così Beatrice trasmutò sembianza;
27. 35 e tale eclissi credo che 'n ciel fue,
27. 36 quando patì la supprema possanza.

27. 37 Poi procedetter le parole sue
27. 38 con voce tanto da sé trasmutata,
27. 39 che la sembianza non si mutò piùe:

27. 40 «Non fu la sposa di Cristo allevata
27. 41 del sangue mio, di Lin, di quel di Cleto,
27. 42 per essere ad acquisto d'oro usata;

27. 43 ma per acquisto d'esto viver lieto
27. 44 e Sisto e Pio e Calisto e Urbano
27. 45 sparser lo sangue dopo molto fleto.

27. 46 Non fu nostra intenzion ch'a destra mano
27. 47 d'i nostri successor parte sedesse,
27. 48 parte da l'altra del popol cristiano;

27. 49 né che le chiavi che mi fuor concesse,
27. 50 divenisser signaculo in vessillo
27. 51 che contra battezzati combattesse;

27. 52 né ch'io fossi figura di sigillo
27. 53 a privilegi venduti e mendaci,
27. 54 ond'io sovente arrosso e disfavillo.

27. 55 In vesta di pastor lupi rapaci
27. 56 si veggion di qua sù per tutti i paschi:
27. 57 o difesa di Dio, perché pur giaci?

27. 58 Del sangue nostro Caorsini e Guaschi
27. 59 s'apparecchian di bere: o buon principio,
27. 60 a che vil fine convien che tu caschi!

27. 61 Ma l'alta provedenza, che con Scipio
27. 62 difese a Roma la gloria del mondo,
27. 63 soccorrà tosto, sì com'io concipio;

27. 64 e tu, figliuol, che per lo mortal pondo
27. 65 ancor giù tornerai, apri la bocca,
27. 66 e non asconder quel ch'io non ascondo».

27. 67 Sì come di vapor gelati fiocca
27. 68 in giuso l'aere nostro, quando 'l corno
27. 69 de la capra del ciel col sol si tocca,

27. 70 in sù vid'io così l'etera addorno
27. 71 farsi e fioccar di vapor triunfanti
27. 72 che fatto avien con noi quivi soggiorno.

27. 73 Lo viso mio seguiva i suoi sembianti,
27. 74 e seguì fin che 'l mezzo, per lo molto,
27. 75 li tolse il trapassar del più avanti.

27. 76 Onde la donna, che mi vide assolto
27. 77 de l'attendere in sù, mi disse: «Adima
27. 78 il viso e guarda come tu se' vòlto».

27. 79 Da l'ora ch'io avea guardato prima
27. 80 i' vidi mosso me per tutto l'arco
27. 81 che fa dal mezzo al fine il primo clima;

27. 82 sì ch'io vedea di là da Gade il varco
27. 83 folle d'Ulisse, e di qua presso il lito
27. 84 nel qual si fece Europa dolce carco.

27. 85 E più mi fora discoverto il sito
27. 86 di questa aiuola; ma 'l sol procedea
27. 87 sotto i mie' piedi un segno e più partito.

27. 88 La mente innamorata, che donnea
27. 89 con la mia donna sempre, di ridure
27. 90 ad essa li occhi più che mai ardea;

27. 91 e se natura o arte fé pasture
27. 92 da pigliare occhi, per aver la mente,
27. 93 in carne umana o ne le sue pitture,

27. 94 tutte adunate, parrebber niente
27. 95 ver' lo piacer divin che mi refulse,
27. 96 quando mi volsi al suo viso ridente.

27. 97 E la virtù che lo sguardo m'indulse,
27. 98 del bel nido di Leda mi divelse,
27. 99 e nel ciel velocissimo m'impulse.

27.100 Le parti sue vivissime ed eccelse
27.101 sì uniforme son, ch'i' non so dire
27.102 qual Beatrice per loco mi scelse.

27.103 Ma ella, che vedea 'l mio disire,
27.104 incominciò, ridendo tanto lieta,
27.105 che Dio parea nel suo volto gioire:

27.106 «La natura del mondo, che quieta
27.107 il mezzo e tutto l'altro intorno move,
27.108 quinci comincia come da sua meta;

27.109 e questo cielo non ha altro dove
27.110 che la mente divina, in che s'accende
27.111 l'amor che 'l volge e la virtù ch'ei piove.

27.112 Luce e amor d'un cerchio lui comprende,
27.113 sì come questo li altri; e quel precinto
27.114 colui che 'l cinge solamente intende.

27.115 Non è suo moto per altro distinto,
27.116 ma li altri son mensurati da questo,
27.117 sì come diece da mezzo e da quinto;

27.118 e come il tempo tegna in cotal testo
27.119 le sue radici e ne li altri le fronde,
27.120 omai a te può esser manifesto.

27.121 Oh cupidigia che i mortali affonde
27.122 sì sotto te, che nessuno ha podere
27.123 di trarre li occhi fuor de le tue onde!

27.124 Ben fiorisce ne li uomini il volere;
27.125 ma la pioggia continua converte
27.126 in bozzacchioni le sosine vere.

27.127 Fede e innocenza son reperte
27.128 solo ne' parvoletti; poi ciascuna
27.129 pria fugge che le guance sian coperte.

27.130 Tale, balbuziendo ancor, digiuna,
27.131 che poi divora, con la lingua sciolta,
27.132 qualunque cibo per qualunque luna;

27.133 e tal, balbuziendo, ama e ascolta
27.134 la madre sua, che, con loquela intera,
27.135 disia poi di vederla sepolta.

27.136 Così si fa la pelle bianca nera
27.137 nel primo aspetto de la bella figlia
27.138 di quel ch'apporta mane e lascia sera.

27.139 Tu, perché non ti facci maraviglia,
27.140 pensa che 'n terra non è chi governi;
27.141 onde sì svia l'umana famiglia.

27.142 Ma prima che gennaio tutto si sverni
27.143 per la centesma ch'è là giù negletta,
27.144 raggeran sì questi cerchi superni,

27.145 che la fortuna che tanto s'aspetta,
27.146 le poppe volgerà u' son le prore,
27.147 sì che la classe correrà diretta;
27.148 e vero frutto verrà dopo 'l fiore».
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