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 PARADISO CANTO 29

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MessaggioTitolo: PARADISO CANTO 29   Dom Feb 08, 2009 1:23 am

29. 1 Quando ambedue li figli di Latona,
29. 2 coperti del Montone e de la Libra,
29. 3 fanno de l'orizzonte insieme zona,

29. 4 quant'è dal punto che 'l cenìt inlibra
29. 5 infin che l'uno e l'altro da quel cinto,
29. 6 cambiando l'emisperio, si dilibra,

29. 7 tanto, col volto di riso dipinto,
29. 8 si tacque Beatrice, riguardando
29. 9 fiso nel punto che m'avea vinto.

29. 10 Poi cominciò: «Io dico, e non dimando,
29. 11 quel che tu vuoli udir, perch'io l'ho visto
29. 12 là 've s'appunta ogne *ubi* e ogne *quando*.

29. 13 Non per aver a sé di bene acquisto,
29. 14 ch'esser non può, ma perché suo splendore
29. 15 potesse, risplendendo, dir "*Subsisto*",

29. 16 in sua etternità di tempo fore,
29. 17 fuor d'ogne altro comprender, come i piacque,
29. 18 s'aperse in nuovi amor l'etterno amore.

29. 19 Né prima quasi torpente si giacque;
29. 20 ché né prima né poscia procedette
29. 21 lo discorrer di Dio sovra quest'acque.

29. 22 Forma e materia, congiunte e purette,
29. 23 usciro ad esser che non avia fallo,
29. 24 come d'arco tricordo tre saette.

29. 25 E come in vetro, in ambra o in cristallo
29. 26 raggio resplende sì, che v
29. 27 a l'esser tutto non è intervallo,

29. 28 così 'l triforme effetto del suo sire
29. 29 ne l'esser suo raggiò insieme tutto
29. 30 sanza distinzione in essordire.

29. 31 Concreato fu ordine e costrutto
29. 32 a le sustanze; e quelle furon cima
29. 33 nel mondo in che puro atto fu produtto;

29. 34 pura potenza tenne la parte ima;
29. 35 nel mezzo strinse potenza con atto
29. 36 tal vime, che già mai non si divima.

29. 37 Ieronimo vi scrisse lungo tratto
29. 38 di secoli de li angeli creati
29. 39 anzi che l'altro mondo fosse fatto;

29. 40 ma questo vero è scritto in molti lati
29. 41 da li scrittor de lo Spirito Santo,
29. 42 e tu te n'avvedrai se bene agguati;

29. 43 e anche la ragione il vede alquanto,
29. 44 che non concederebbe che ' motori
29. 45 sanza sua perfezion fosser cotanto.

29. 46 Or sai tu dove e quando questi amori
29. 47 furon creati e come: sì che spenti
29. 48 nel tuo disio già son tre ardori.

29. 49 Né giugneriesi, numerando, al venti
29. 50 sì tosto, come de li angeli parte
29. 51 turbò il suggetto de' vostri alimenti.

29. 52 L'altra rimase, e cominciò quest'arte
29. 53 che tu discerni, con tanto diletto,
29. 54 che mai da circuir non si diparte.

29. 55 Principio del cader fu il maladetto
29. 56 superbir di colui che tu vedesti
29. 57 da tutti i pesi del mondo costretto.

29. 58 Quelli che vedi qui furon modesti
29. 59 a riconoscer sé da la bontate
29. 60 che li avea fatti a tanto intender presti:

29. 61 per che le viste lor furo essaltate
29. 62 con grazia illuminante e con lor merto,
29. 63 si c'hanno ferma e piena volontate;

29. 64 e non voglio che dubbi, ma sia certo,
29. 65 che ricever la grazia è meritorio
29. 66 secondo che l'affetto l'è aperto.

29. 67 Omai dintorno a questo consistorio
29. 68 puoi contemplare assai, se le parole
29. 69 mie son ricolte, sanz'altro aiutorio.

29. 70 Ma perché 'n terra per le vostre scole
29. 71 si legge che l'angelica natura
29. 72 è tal, che 'ntende e si ricorda e vole,

29. 73 ancor dirò, perché tu veggi pura
29. 74 la verità che là giù si confonde,
29. 75 equivocando in sì fatta lettura.

29. 76 Queste sustanze, poi che fur gioconde
29. 77 de la faccia di Dio, non volser viso
29. 78 da essa, da cui nulla si nasconde:

29. 79 però non hanno vedere interciso
29. 80 da novo obietto, e però non bisogna
29. 81 rememorar per concetto diviso;

29. 82 sì che là giù, non dormendo, si sogna,
29. 83 credendo e non credendo dicer vero;
29. 84 ma ne l'uno è più colpa e più vergogna.

29. 85 Voi non andate giù per un sentiero
29. 86 filosofando: tanto vi trasporta
29. 87 l'amor de l'apparenza e 'l suo pensiero!

29. 88 E ancor questo qua sù si comporta
29. 89 con men disdegno che quando è posposta
29. 90 la divina Scrittura o quando è torta.

29. 91 Non vi si pensa quanto sangue costa
29. 92 seminarla nel mondo e quanto piace
29. 93 chi umilmente con essa s'accosta.

29. 94 Per apparer ciascun s'ingegna e face
29. 95 sue invenzioni; e quelle son trascorse
29. 96 da' predicanti e 'l Vangelio si tace.

29. 97 Un dice che la luna si ritorse
29. 98 ne la passion di Cristo e s'interpuose,
29. 99 per che 'l lume del sol giù non si porse;

29.100 e mente, ché la luce si nascose
29.101 da sé: però a li Spani e a l'Indi
29.102 come a' Giudei tale eclissi rispuose.

29.103 Non ha Fiorenza tanti Lapi e Bindi
29.104 quante sì fatte favole per anno
29.105 in pergamo si gridan quinci e quindi;

29.106 sì che le pecorelle, che non sanno,
29.107 tornan del pasco pasciute di vento,
29.108 e non le scusa non veder lo danno.

29.109 Non disse Cristo al suo primo convento:
29.110 "Andate, e predicate al mondo ciance";
29.111 ma diede lor verace fondamento;

29.112 e quel tanto sonò ne le sue guance,
29.113 sì ch'a pugnar per accender la fede
29.114 de l'Evangelio fero scudo e lance.

29.115 Ora si va con motti e con iscede
29.116 a predicare, e pur che ben si rida,
29.117 gonfia il cappuccio e più non si richiede.

29.118 Ma tale uccel nel becchetto s'annida,
29.119 che se 'l vulgo il vedesse, vederebbe
29.120 la perdonanza di ch'el si confida;

29.121 per cui tanta stoltezza in terra crebbe,
29.122 che, sanza prova d'alcun testimonio,
29.123 ad ogne promession si correrebbe.

29.124 Di questo ingrassa il porco sant'Antonio,
29.125 e altri assai che sono ancor più porci,
29.126 pagando di moneta sanza conio.

29.127 Ma perché siam digressi assai, ritorci
29.128 li occhi oramai verso la dritta strada,
29.129 sì che la via col tempo si raccorci.

29.130 Questa natura sì oltre s'ingrada
29.131 in numero, che mai non fu loquela
29.132 né concetto mortal che tanto vada;

29.133 e se tu guardi quel che si revela
29.134 per Daniel, vedrai che 'n sue migliaia
29.135 determinato numero si cela.

29.136 La prima luce, che tutta la raia,
29.137 per tanti modi in essa si recepe,
29.138 quanti son li splendori a chi s'appaia.

29.139 Onde, però che a l'atto che concepe
29.140 segue l'affetto, d'amar la dolcezza
29.141 diversamente in essa ferve e tepe.

29.142 Vedi l'eccelso omai e la larghezza
29.143 de l'etterno valor, poscia che tanti
29.144 speculi fatti s'ha in che si spezza,
29.145 uno manendo in sé come davanti».
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