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 PURGATORIO CANTO 25

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MessaggioTitolo: PURGATORIO CANTO 25   Dom Feb 08, 2009 1:07 am

25. 1 Ora era onde 'l salir non volea storpio;
25. 2 ché 'l sole avea il cerchio di merigge
25. 3 lasciato al Tauro e la notte a lo Scorpio:

25. 4 per che, come fa l'uom che non s'affigge
25. 5 ma vassi a la via sua, che che li appaia,
25. 6 se di bisogno stimolo il trafigge,

25. 7 così intrammo noi per la callaia,
25. 8 uno innanzi altro prendendo la scala
25. 9 che per artezza i salitor dispaia.

25. 10 E quale il cicognin che leva l'ala
25. 11 per voglia di volare, e non s'attenta
25. 12 d'abbandonar lo nido, e giù la cala;

25. 13 tal era io con voglia accesa e spenta
25. 14 di dimandar, venendo infino a l'atto
25. 15 che fa colui ch'a dicer s'argomenta.

25. 16 Non lasciò, per l'andar che fosse ratto,
25. 17 lo dolce padre mio, ma disse: «Scocca
25. 18 l'arco del dir, che 'nfino al ferro hai tratto».

25. 19 Allor sicuramente apri' la bocca
25. 20 e cominciai: «Come si può far magro
25. 21 là dove l'uopo di nodrir non tocca?».

25. 22 «Se t'ammentassi come Meleagro
25. 23 si consumò al consumar d'un stizzo,
25. 24 non fora», disse, «a te questo sì agro;

25. 25 e se pensassi come, al vostro guizzo,
25. 26 guizza dentro a lo specchio vostra image,
25. 27 ciò che par duro ti parrebbe vizzo.

25. 28 Ma perché dentro a tuo voler t'adage,
25. 29 ecco qui Stazio; e io lui chiamo e prego
25. 30 che sia or sanator de le tue piage».

25. 31 «Se la veduta etterna li dislego»,
25. 32 rispuose Stazio, «là dove tu sie,
25. 33 discolpi me non potert'io far nego».

25. 34 Poi cominciò: «Se le parole mie,
25. 35 figlio, la mente tua guarda e riceve,
25. 36 lume ti fiero al come che tu die.

25. 37 Sangue perfetto, che poi non si beve
25. 38 da l'assetate vene, e si rimane
25. 39 quasi alimento che di mensa leve,

25. 40 prende nel core a tutte membra umane
25. 41 virtute informativa, come quello
25. 42 ch'a farsi quelle per le vene vane.

25. 43 Ancor digesto, scende ov'è più bello
25. 44 tacer che dire; e quindi poscia geme
25. 45 sovr'altrui sangue in natural vasello.

25. 46 Ivi s'accoglie l'uno e l'altro insieme,
25. 47 l'un disposto a patire, e l'altro a fare
25. 48 per lo perfetto loco onde si preme;

25. 49 e, giunto lui, comincia ad operare
25. 50 coagulando prima, e poi avviva
25. 51 ciò che per sua matera fé constare.

25. 52 Anima fatta la virtute attiva
25. 53 qual d'una pianta, in tanto differente,
25. 54 che questa è in via e quella è già a riva,

25. 55 tanto ovra poi, che già si move e sente,
25. 56 come spungo marino; e indi imprende
25. 57 ad organar le posse ond'è semente.

25. 58 Or si spiega, figliuolo, or si distende
25. 59 la virtù ch'è dal cor del generante,
25. 60 dove natura a tutte membra intende.

25. 61 Ma come d'animal divegna fante,
25. 62 non vedi tu ancor: quest'è tal punto,
25. 63 che più savio di te fé già errante,

25. 64 sì che per sua dottrina fé disgiunto
25. 65 da l'anima il possibile intelletto,
25. 66 perché da lui non vide organo assunto.

25. 67 Apri a la verità che viene il petto;
25. 68 e sappi che, sì tosto come al feto
25. 69 l'articular del cerebro è perfetto,

25. 70 lo motor primo a lui si volge lieto
25. 71 sovra tant'arte di natura, e spira
25. 72 spirito novo, di vertù repleto,

25. 73 che ciò che trova attivo quivi, tira
25. 74 in sua sustanzia, e fassi un'alma sola,
25. 75 che vive e sente e sé in sé rigira.

25. 76 E perché meno ammiri la parola,
25. 77 guarda il calor del sole che si fa vino,
25. 78 giunto a l'omor che de la vite cola.

25. 79 Quando Làchesis non ha più del lino,
25. 80 solvesi da la carne, e in virtute
25. 81 ne porta seco e l'umano e 'l divino:

25. 82 l'altre potenze tutte quante mute;
25. 83 memoria, intelligenza e volontade
25. 84 in atto molto più che prima agute.

25. 85 Sanza restarsi per sé stessa cade
25. 86 mirabilmente a l'una de le rive;
25. 87 quivi conosce prima le sue strade.

25. 88 Tosto che loco lì la circunscrive,
25. 89 la virtù formativa raggia intorno
25. 90 così e quanto ne le membra vive.

25. 91 E come l'aere, quand'è ben piorno,
25. 92 per l'altrui raggio che 'n sé si reflette,
25. 93 di diversi color diventa addorno;

25. 94 così l'aere vicin quivi si mette
25. 95 in quella forma ch'è in lui suggella
25. 96 virtualmente l'alma che ristette;

25. 97 e simigliante poi a la fiammella
25. 98 che segue il foco là 'vunque si muta,
25. 99 segue lo spirto sua forma novella.

25.100 Però che quindi ha poscia sua paruta,
25.101 è chiamata ombra; e quindi organa poi
25.102 ciascun sentire infino a la veduta.

25.103 Quindi parliamo e quindi ridiam noi;
25.104 quindi facciam le lagrime e ' sospiri
25.105 che per lo monte aver sentiti puoi.

25.106 Secondo che ci affiggono i disiri
25.107 e li altri affetti, l'ombra si figura;
25.108 e quest'è la cagion di che tu miri».

25.109 E già venuto a l'ultima tortura
25.110 s'era per noi, e vòlto a la man destra,
25.111 ed eravamo attenti ad altra cura.

25.112 Quivi la ripa fiamma in fuor balestra,
25.113 e la cornice spira fiato in suso
25.114 che la reflette e via da lei sequestra;

25.115 ond'ir ne convenia dal lato schiuso
25.116 ad uno ad uno; e io temea 'l foco
25.117 quinci, e quindi temeva cader giuso.

25.118 Lo duca mio dicea: «Per questo loco
25.119 si vuol tenere a li occhi stretto il freno,
25.120 però ch'errar potrebbesi per poco».

25.121 "*Summae Deus clementiae*" nel seno
25.122 al grande ardore allora udi' cantando,
25.123 che di volger mi fé caler non meno;

25.124 e vidi spirti per la fiamma andando;
25.125 per ch'io guardava a loro e a' miei passi
25.126 compartendo la vista a quando a quando.

25.127 Appresso il fine ch'a quell'inno fassi,
25.128 gridavano alto: "*Virum non cognosco*";
25.129 indi ricominciavan l'inno bassi.

25.130 Finitolo, anco gridavano: «Al bosco
25.131 si tenne Diana, ed Elice caccionne
25.132 che di Venere avea sentito il tòsco».

25.133 Indi al cantar tornavano; indi donne
25.134 gridavano e mariti che fuor casti
25.135 come virtute e matrimonio imponne.

25.136 E questo modo credo che lor basti
25.137 per tutto il tempo che 'l foco li abbruscia:
25.138 con tal cura conviene e con tai pasti
25.139 che la piaga da sezzo si ricuscia.
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